iPhone OS 4.0: finalmente svelato!

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Oggi, alle 19 ora italiana, la Apple ha presentato alla stampa l’iPhone OS 4.0, il firmware di prossima uscita per i dispositivi mobile Apple. Il meccanismo è lo stesso dell’anno scorso per l’uscita del firmware 3.0: oggi la presentazione ufficiale, con il lancio della prima beta riservata agli iscritti all’iPhone Developer Program. Le beta si susseguiranno con una certa cadenza da qui fino all’estate, quando il firmware 4.0 sarà disponibile a tutti. Non è stato detto nulla di ufficiale, ma quasi sicuramente l’uscita del firmware coinciderà con l’uscita del nuovo modello del melafonino, di cui ancora non si sa nulla (se non qualche indiscrezione).

Ho avuto modo di seguire l’evento tramite il live coverage offerto da Gizmodo durante il viaggio di rientro a casa e la primissima impressione è stata tiepidina: le prime slide hanno mostrato le novità per gli sviluppatori, per carità interessanti ma nulla da strapparsi i capelli. Tra le nuove API facevano capolino alcune feature come l’invio di SMS dall’interno di una applicazione, completo accesso alla libreria di foto e video e così via.

Le cose hanno iniziato però a scaldarsi quando Steve Jobs in persona ha iniziato a presentare le novità con un impatto maggiore sugli utenti e qui le cose hanno iniziato a farsi davvero interessanti. Le riassumo in blocchi, così come sono state presentate nell’evento ufficiale. La sensazione è che Apple abbia attinto a piene mani da quelle che sono le applicazioni e funzioni di maggior successo attualmente disponibili per i dispositivi sbloccati: di conseguenza, il Jailbreak, se già aveva perso del fascino con l’avvento dell’App Store, almeno per il sottoscritto continua ad avere sempre meno interesse.

Multitasking

Questa è la prima, grande novità, che un po’ tutti si aspettavano: la possibilità di utilizzare più applicazioni aperte contemporaneamente. Quello che forse non tutti si aspettavano è il modo in cui è stata implementata: un modo piuttosto originale e all’apparenza funzionale e intelligente; solo una prova sul campo però potrà confermare o confutare questa impressione. L’obiettivo di Apple era quello di offrire un supporto al multitasking che non mettesse ulteriormente a dura prova la batteria dell’iPhone, già tristemente famosa per le scarse prestazioni. Per venire incontro a questa esigenza, invece di offrire un multitasking tradizionale hanno pensato di trovare un modo affinchè le applicazioni sfruttino il multitasking solo per le funzioni realmente necessarie: ad esempio, una applicazione per ascoltare una webradio non è necessario che mantenga tutto lo stato in memoria, ma è sufficiente che permetta di continuare l’ascolto anche mentre si sta facendo altro.

L’implementazione tecnica di questa idea è lo sviluppo di una serie di servizi, che gli sviluppatori potranno usufruire quando vorranno che alcune funzioni della loro applicazione supportino il multitasking. I servizi sono:

  • Background audio: è il servizio citato nell’esempio appena riportato, permette alle applicazioni di continuare a riprodurre audio anche quando vengono chiuse.
  • Voice Over IP: questo servizio viene messo a disposizione di tutti i client VoIP e permetterà di utilizzare l’iPhone come un vero telefono VoIP, con la possibilità di ricevere chiamate e notifiche anche quando l’applicazione non è aperta. La parte del leone nella presentazione di questo servizio l’ha fatta Skype, mostrando delle feature molto interessanti (come la possibilità di gestire suonerie custom per distinguere le chiamate “normali” da quelle VoIP).
  • Background location:  il servizio pensato alla localizzazione, che permette di tenere traccia degli spostamenti dell’utente anche mentre non si sta usando direttamente l’applicazione. Servizio fondamentale per i navigatori satellitari: usato in combinazione con il Background Audio service, permetterà al Tom Tom di turno di continuare a darci indicazioni sul nostro viaggio anche mentre stiamo facendo altro. Questo servizio può lavorare a due livelli: direttamente con il modulo GPS (per le applicazioni che lo sfruttano intensivamente come i navigatori) o con la triangolazione del segnale del cellulare (meno preciso, ma anche molto meno dispendioso per la batteria: il suo target sono ad esempio le applicazioni di social network).
  • Push notifications: questo servizio esiste già, ma è stato espanso per supportare notifiche locali, ovvero non generate da un server su Internet ma dall’iPhone stesso. L’esempio citato durante la presentazione è molto chiaro: se abbiamo una applicazione che ci permette di gestire le nostre serie TV preferite, è l’applicazione stessa che può lanciare la notifica push quando va in onda un nuovo episodio, senza dover per forza ricorrere ad un server che invii la notifica.
  • Task completion: questo servizio può essere usato per far si che un applicazioni continui a fare un’operazione anche mentre è chiusa e ci notifichi quando ha completato. Un esempio: l’upload di una o più immagini su Facebook o un altro social network.
  • Fast app switching: è il servizio che permette di ricreare un vero multitasking, ovvero ci permetterà di passare da una applicazione all’altra, mantenendone lo stato esattamente come l’abbiamo lasciato.

Qualche considerazione: sicuramente è un sistema più complesso rispetto ad un multitasking tradizionale, dato che l’implementazione è demandata allo sviluppatore, mentre negli ambienti tradizionali (pensiamo a Windows o Mac OS X) è il sistema operativo stesso a gestire la possibilità di far girare più applicazioni contemporaneamente. Sulla carta può essere una scelta vincente per avere un buon compromesso tra impatto sulla batteria e funzionalità: un po’ di scettiscismo se devo essere sincero ce l’ho. Anche le notifiche push sembravano un sistema intelligente e funzionale e probabilmente lo sono: peccato che non le abbia praticamente mai attivate perchè dimezzavano la durata della batteria del mio iPhone :)

 

Folders

Si tratta di una funzionalità molto carina, che permette di creare delle cartelle in cui raggruppare le applicazioni. Il funzionamento è molto semplice: trascinando una icona sopra un’altra, verrà creata automaticamente una folder che prenderà il nome della categoria dell’applicazione, ma potremo rinominarla in qualsiasi momento. Il vantaggio collaterale è che ora si potranno avere all’incirca 2000 (2160 è il numero esatto :)) applicazioni installate sull’iPhone.

 

Mail

Mail è stata rinnovata: ora supporta la Unified Inbox, ovvero la possibilità di avere un’unica cartella Inbox in cui vengono visualizzate tutte le mail ricevute su tutti i nostri account. Personalmente non la trovo una grande opzione, dato che trovo molto scomodo il fatto che, nel mio caso, la posta di lavoro si mischi a quella personale, però è questione di gusti: so che molte persone invece trovano questa feature molto utile. Interessanti anche le altre novità, come il supporto a più account Exchange (attualmente limitato a 1) e una serie di opzioni prese dal “fratello maggiore”, come la possibilità di organizzare le mail in thread.

 

iBooks

Su questa feature c’è poco da dire: si tratta nè più nè meno della stessa applicazione presente su iPad, per la lettura e l’acquisto di e-books. Non mi sono ancora fatto un opinione a riguardo, anche se l’impressione a caldo è che l’iPhone non sia proprio il dispositivo adatto per leggere libri. Carine comunque alcune feature, come la sincronizzazione tra iPhone e iPad che permette ad esempio di portarsi dietro i propri segnalibri da un dispositivo all’altro.

 

Sfondo personalizzabile

Anche questa feature arriva direttamente dal mondo Jailbreak (Winterboard è una della applicazioni più amate anche per questo motivo) e presa pari pari dall’iPad: la possibilità di impostare una immagine di sfondo non solo per la Lock Screen ma anche per la Home. Non che non ci dormissi la notte, però fa sempre piacere una possibilità di personalizzazione in più :)

 

Game Center

Questa novità mi ha lasciato stupito perchè non me l’aspettavo proprio: una nuova piattaforma di social-gaming, analoga a quanto fa XBox live su XBox e Playstation Network su PSP e PS3. Le feature sono molto simili: connessione con altri giocatori, statistiche e achievements. Se amate il gioco su iPhone e iPod Touch può essere interessante, anche se questa notizia avrà dato un gran dispiacere agli sviluppatori di tool di questo tipo (come OpenFeint) e a tutti i programmatori che ne fanno uso nei loro giochi: dubito che avranno molto futuro una volta che il servizio di Apple sarà up-and-running.

 

iAd

Questa è un’altra novità piuttosto corposa, anche se era già nell’aria: una piattaforma di advertising per applicazioni mobile gestita da Apple. Alcuni aspetti di questo sistema mi sono piaciuti: il fatto che Apple punti molto sul fattore “emozionale” dei banner (quindi stop a banner orripilanti e tristi), la facile integrazione all’interno delle applicazioni e il massiccio utilizzo di HTML 5 per la loro realizzazione. Altre cose invece mi turbano di più: consiglio la lettura di questo articolo su Gizmodo, che secondo me fa una buona analisi di cosa ci potrebbe prospettare il futuro. In poche parole, il fatto che Apple gestisca direttamente la suddivisione dei dividenti (rendendo la cosa più appetibile economicamente) potrebbe portare ad una esplosione di banner in ogni tipo di applicazione, anche in quelle a pagamento. Il fatto che stiamo parlando di un dispositivo con uno schermo di qualche pollice e non del monitor del computer o di un televisore LCD potrebbe creare parecchi fastidi per l’utente finale, che vedrebbe ridotto lo spazio utile dell’applicazione per far spazio alla pubblicità. Solo il tempo potrà dire come si evolverà la cosa, per ora è ancora presto.

Infine, due novità “minori” sono il supporto allo zoom fino a 5X nella fotocamera (era ora!) e la possibilità di collegare tastiere bluetooth all’iPhone (non che sentissi la mancanza, se ho a disposizione una tastiera utilizzo direttamente il PC che faccio prima se devo scrivere un testo lungo :)).

Insomma, come vedete di carne al fuoco ce n’è molta: alcune novità le trovo molto interessanti, altre un po’ meno. Nessuna di queste è una rivoluzione, assolutamente, però miglioreranno sicuramente l’esperienza dell’utente finale con il melafonino

Chiudo il post con qualche data e informazione tecnica: il firmware verrà rilasciato quest’estate, come già detto, e per la prima volta sembra che non sarà per tutti i dispositivi. iPhone e iPod Touch di prima generazione sembra siano stati tagliati fuori: il 3G e gli iPod Touch di seconda generazione invece saranno supportati, ma con qualche limitazione (multitasking su tutti, anche se me l’aspettavo). Nessun problema invece per gli iPhone 3GS e gli iPod Touch di terza generazione, che potranno godere di tutte le feature. Tutte queste novità arriveranno anche su iPad, ma più tardi: si parla di quest'autunno.


Apple , IPad , IPhone , IPod Touch

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